13 Dic 2011

NUOVO CAMPIONATO MONDIALE MOTOCICLISTICO TECNOLOGICO

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http://continentalchampionshipracetech.weebly.com/index.html

Tutto quello che dovete sapere sul NUOVO ED INNOVATIVO CAMPIONATO MOTOCICLISTICO DEL MONDO.

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE!

 

 

 

 

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12 Dic 2011

Nuovo campionato Mondiale motociclismo tecnologico …presentazione !

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Questa è la presentazione di un nuovo campionato mondiale motociclismo tecnologico assolutamente innovativo e libero!

http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-9cafdab4-0426-49a0-bfa7-75f71fb5ba56.html

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21 Mar 2011

SE QUESTO E’ UN UOMO.

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http://www.youtube.com/watch?v=YDk88PqQTQQ

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15 Mar 2011

NO AL NUCLEARE…….FIRMATE!!!!!!!

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http://www.firmiamo.it/no-alle-centrali-nucleari

Grazie !

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03 Mar 2011

DIFENDI LA SCUOLA PUBBLICA!

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Caro lettore,

è paradossale e inaccettabile che un presidente del Consiglio, chiamato a incarnare e tutelare la cosa pubblica, attacchi frontalmente la scuola statale pubblica, conquista democratica, e quindi milioni di persone, docenti, operatori, ma, soprattutto studenti, che in questa credono e alla quale quotidianamente dedicano, in condizioni spesso molto difficili, la loro personale fatica: DIFENDIAMOLA!

FIRMA IL NOSTRO APPELLO

 Concita De Gregorio

http://www.unita.it/scuolapubblica/

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23 Feb 2011

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Quanto segue è stato preso dal sito :

http://autodeterminazione.nobavaglio.it/index.php

Se volete potete firmare anche voi cliccando sull’indirizzo sopra indicato.

L’appello

La Camera dei deputati sta discutendo un progetto di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Se questo testo fosse approvato nella forma attuale, le persone vedrebbero gravemente limitati i propri diritti, sarebbero espropriate della possibilità di governare liberamente la propria vita. Il diritto all’autodeterminazione, definito fondamentale dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 438 del 2008, sarebbe cancellato.

Il progetto di legge è ingannevole. L’alleanza terapeutica tra paziente e medico è sostanzialmente vanificata da un testo che pone ripetutamente il medico di fronte al rischio di responsabilità penali: il medico, quindi, sarà indotto a tenere comportamenti “difensivi”, dettati dall’esigenza di porsi al riparo da responsabilità, piuttosto che orientati all’autentico bene del paziente. Il consenso informato della persona è sostanzialmente cancellato: alla persona vengono imposti comportamenti e sottratte possibilità di decisione, si introduce un obbligo di vivere in contrasto con la libertà di scelta del soggetto interessato, del suo potere di disporre del proprio corpo (Corte costituzionale, sentenza n. 471 del 1990). Le dichiarazioni anticipate di trattamento altro non sono che una inutile macchina burocratica: inutile, perché prive di ogni valore giuridico vincolante e perché viene escluso che la persona possa esprimere la propria volontà proprio in relazione ai trattamenti sanitari che più possono incidere sulla sopravvivenza, come l’alimentazione e l’idratazione forzata.

Il progetto di legge è ideologico. Afferma l’indisponibilità della vita: ma questa è una affermazione in palese contrasto con l’ormai consolidato diritto al rifiuto e alla sospensione delle cure, che in moltissimi casi è già stato esercitato con la consapevolezza che si trattava di una decisione che avrebbe portato alla morte. Nega il diritto di rifiutare trattamenti come l’alimentazione e l’idratazione forzata, escludendone il valore terapeutico in contrasto con l’opinione delle società scientifiche e con l’evidenza della pratica medica.

Il progetto di legge assume così un carattere autoritario. Legittimi punti di vista non possono essere trasformati in norme che si impongono alla volontà delle persone violando i loro diritti fondamentali. La discrezionalità del legislatore, in questi casi, è esclusa esplicitamente dall’articolo 32 della Costituzione: la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Gli studiosi che sottoscrivono questo appello vogliono in primo luogo ribadire la necessità di avere come ferma guida quella dei principi costituzionali. Hanno per ciò elaborato anche un documento analitico di valutazione del progetto di legge, che viene inviato ai parlamentari ed è disponibile sul sito www.autodeterminazione.it, al quale potranno accedere tutti coloro che intendono dare il loro sostegno all’appello.

I primi cento firmatari dell’appello e del documento

Niccolò Abriani, Francesco Adornato, Rosalba Alessi Guido Alpa, Gaetano Azzariti, Maria Vittoria Ballestrero, Angelo Barba, Andrea Barenghi, Alberto Maria Benedetti, Francesco Bilotta, Umberto Breccia, Carmelita Camardi, Enrico Camilleri, Cristina Campiglio, Valeria Caredda, Donato Carusi, Bruno Celano, Paolo Cendon, Maddalena Cinque, Emanuele Conte, Ines Corti, Marcello D’Agostino, Elena D’Alessandro, Giovanni D’Amico, Andrea D’Angelo, Gisella De Simone, Raffaella De Matteis, Pasquale De Sena, Enrico Diciotti, Guerino D’Ignazio, Vincenzo Durante, Ida Fazio, Angelo Federico, Gilda Ferrando, Luigi Ferrajoli, Giovanni Figà Talamanca, Marcella Fortino, Alfredo Galasso, Giovanni Galasso, Luigi Gaudino, Lucilla Gatt, Francesca Giardina, Andrea Giussani, Carlo Alberto Graziani, Riccardo Guastini, Antonio Iannarelli, Antonia Iraci, Leonardo Lenti, Alberto Lucarelli, Manuela Mantovani, Maria Rosaria Marella, Costanza Margiotta, Giovanni Marini, Marisaria Maugeri, Ugo Mattei, Cosimo Mazzoni, Davide Messinetti, Pier Giuseppe Monateri, Lalage Mormile, Luca Nanni, Marisa Meli, Salvatore Nicosia, Walter Nocito, Luca Nivarra, Andrea Orestano, Alessandro Pace, Andrea Paciello, Elisabetta Palermo, Pina Palmeri, Giorgio Pino, Armando Plaia, Elena Parioti, Giovanni Passagnoli, Giuseppina Pisciotta, Paolo Pollice, Roberto Pucella, Renato Pescara, Mariassunta Piccinini, Eligio Resta, Giorgio Resta, Pietro Rescigno, Maria Teresa Rodriguez, Enzo Roppo, Ugo Salanitro, Vittorio Santoro, Giovanna Savorani, Claudio Scognamiglio, Rosa Serio, Paolo Spada, Mario Trimarchi, Giuseppe Tucci Angelo Venchiarutti, Maria Carmela Venuti, Paolo Veronesi, Giuseppe Vettori, Filippo Viglione, Vittorio Villa, Nicola Vizioli, Gustavo Zagrebelsky, Paolo Zatti.

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23 Feb 2011

L’OPUS DEI “AMA”

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Ve la propongo come l’ho trovata , buona lettura !

Clientelismo confessionale: il caso Ama di Roma

Nel giugno 2009 pubblicammo un articolo per denunciare una “stranezza” nell’assunzione di 544 tra operai, autisti e addetti al servizio cimiteriale da parte dell’Ama, l’azienda romana di smaltimento dei rifiuti. Le selezioni del personale per quel bando, infatti, erano state affidate alla Elis, una società consortile creata e controllata in toto dall’Opus Dei della quale erano fellow (ossia “manager e professionisti d’impresa di elevata competenza professionale e riconosciute qualità umane”)naturalmente per fortuita combinazione - sia il direttore Operazioni Giovanni Fiscon sia il capo del Personale Luciano Cedrone. Ricordiamo che Elis si dichiara “società non profit”, ma ha come motto la frase “Se hai avuto successo nella vita è merito tuo, ma devi restituire qualcosa  alla società che te lo ha consentito“, in pieno stile Opus Dei.

Non pochi furono i commenti dal fronte confessionale ai vari articoli che ripresero questa notizia: molti coloro che affermarono che in realtà la Elis è una società di provata professionalità ed affidabilità e che il suo “marchio di fabbrica” non deve portare a quei tipici pregiudizi di cui sono capaci solo i “cattivi laicisti intolleranti”.

Ci fu inoltre un chiarimento a Repubblica da parte della stessa municipalizzata in merito al quale venne evidenziato che la presenza di due direttori dell’Ama tra i fellow della ELIS era una partecipazione volontaria ad un normale comitato scientifico semipermanente.

E arriviamo al 18 febbraio 2011 quando la stessa Repubblica pubblica un articolo di ben altra pasta. Numerose eminenti personalità dell’Ama (tra cui lo stesso amministratore delegato Franco Panzironi e l’onnipresente Luciano Cedrone) sono state oggetto di una perquisizione presso la propria abitazione nell’ambito dell’inchiesta su parentopoli e le assunzioni facili dell’amministrazione romana di centrodestra e di centrosinistra (tra i nomi compariva anche Gianfranco Regard, responsabile legale di Ama sotto la precedente amministrazione). Naturalmente a questo giro l’estensore dell’articolo si è ben guardato dall’evidenziare che la Elis è una società creata e controllata dall’Opus Dei e che Luciano Cedrone compare ancora tra i suoi fellow insieme a  Giovanni Fiscon.

I reati contestati sono l’abuso d’ufficio e il falso, oltre ad alcune violazioni che riguardano la legge Biagi. Ma non basta. A quanto sembra la stessa Elis (il cui presidente Sergio Bruno ha ricevuto la visita dagli “esponenti del giustizialismo laicista” presso la propria abitazione) non avrebbe i requisiti necessari per  l’intermediazione nelle assunzioni previsti dalla normativa Biagi. Alla faccia della professionalità e dell’affidabilità, verrebbe da dire!

Nel frattempo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ribadisce di avere “fiducia nella magistratura“. Noi, intanto, attendiamo la conclusione di questa inchiesta trasversale circa i “misteri della fede” di matrice opusiana, inchiesta che forse riserva ancora non poche sorprese.

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21 Feb 2011

TESTAMENTO BIOLOGICO

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 Testamento biologico, Saviano
“Vogliono legge contro libera scelta”

Stasera a Roma al teatro Umberto l’happening “Le ragioni del cuore, testamento biologico, sentimenti e diritti a confronto” con Beppino Englaro, Ignazio Marino, personaggi del mondo del cultura e dello spettacolo. Il messaggio video dello scrittore, che non potrà essere presente. “La scelta del papà di ELuana è una battaglia di democrazia”

di CATERINA PASOLINI

ROMA - “La battaglia di Englaro è una battaglia di democrazia, di libertà. Nessuno può scegliere al posto tuo quale vita è degna di essere vissuta, ognuno può e deve poterlo decidere per se stesso. Per questo serve un testamento biologico, non la legge ora in discussione che è solo sopraffazione”. Roberto Saviano avrebbe voluto essere questa sera al teatro Umberto di Roma dove alle 21, aperto a tutti, si tiene un happening teatrale dal titolo “Le ragioni del cuore, testamento biologico, sentimenti e diritti a confronto” con Beppino Englaro, il senatore Ignazio Marino, Simona Marchini, attori, cantanti, avvocati a raccontare le mille facce della realtà tra musica e prosa, medicina e politica con la regia di Accordino.

Intanto, il clima resta acceso in attesa dell’approdo del ddl alla Camera. E se il teatro diventa nuovo luogo di confronto, la piazza rimane luogo d’eccellenza per la protesta: stamani l’associazione Luca Coscioni, insieme al coordinamento laico nazionale, che raggruppa una quarantina di associazioni in tutta Italia, ha organizzato un sit-in davanti a Montecitorio. Per protestare contro l’approvazione del provvedimento e dire no alla “tortura di stato”. Nella maggioranza, il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ricorda che “il testo

oggi dà a tutti la possibilità di scegliere a quali terapie sottoporsi quando non si sia più in condizione di esprimere la propria volontà. La verità è che non si vuole affermare la libertà di scelta delle cure ma si chiede l’eutanasia”. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, invita i cattolici a riflettere sul laicismo del Pd.

Non potendo essere fisicamente sul palco a teatro, Roberto Saviano lascia a un video il suo pensiero. “La scelta di Englaro è una battaglia di democrazia perché Beppino avrebbe potuto ottenere per Eluana la stessa cosa in maniera clandestina, perché accade, perché succede negli ospedali quando la situazione è disperata. Invece lui si è rivolto alle istituzioni, convinto del suo diritto di giustizia. E non venite a parlare di scelta di morte: il voler riconosciuto il diritto a scegliere sul proprio fine vita, serve a garantire che all’interno di una legge ognuno trovi la sua strada. Che chi vuole restare attaccato alle macchine anche se in coma profondo possa farlo, e chi la pensa in maniera diversa abbia il diritto di vedere riconosciuta la sua volontà. Questa è una scelta di liberta, libertà di pensiero”.

Questa sera, sul palco, Englaro resterà in silenzio, a esprimere “il sentimento di un uomo offeso da un governo che ha scelto la data della morte di Eluana, sua figlia, per spingere una legge che è contro la libertà di scelta, che considera non vincolanti le dichiarazioni del malato, che impedisce di rinunciare all’idratazione”. Così dice Ignazio Marino, medico senatore del Pd relatore della prima proposta di legge, che aggiunge dati a raccontare lo scollamento della politica della vita del Paese. “L’ordine dei medici ha scritto che bisogna rispettare la volontà del paziente, l’80 % dei chirurghi ha sottolineato che se passerà questa legge disubbidiranno, il 70% dei cittadini vuole una legge dove siano i malati, le persone care e i medici a decidere. Non i politici che hanno vinto le elezioni”.

Nello spettacolo storie diverse, posizioni anche opposte sul tema, come quelle di chi ha parenti nella Casa dei risvegli dove vengono accolte persone in stato comatoso. “Perché la battaglia di Englaro è una lotta di libertà per tutti, anche per loro. E accende una luce sulla loro realtà, sulla volontà di chi vuol continuare e invece viene abbandonato negli ospedali”, commenta Saviano a chi accusa Englaro di fare “una battaglia di morte”. Lo spettacolo autoprodotto con finanziamenti privati e con un cast che cambia ogni sera è già stato richiesto in diverse città italiane.

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18 Feb 2011

M’ILLUMINO DI MENO 2011

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ADERITE NUMEROSI!!!!!!!!

M’ILLUMINO DI MENO 2011 Uniti nell’energia pulita Il 18 febbraio 2011 torna M’illumino di meno, la più radiofonica campagna sul risparmio energetico mai escogitata sul globo terracqueo. La Giornata del Risparmio Energetico 2011, special edition per i 150 anni dall’unità d’Italia, è fissata per il 18 febbraio 2011. Anche quest’anno Caterpillar invita comuni, associazioni, scuole, aziende e case di tutt’Italia ad aderire all’iniziativa creando quel “silenzio energetico” che ha coinvolto le piazze di tutt’Europa negli anni scorsi, per fare spazio, dove possibile, ad un’accensione virtuosa, a base di fonti rinnovabili. Per il 18 febbraio cerchiamo, contestualmente agli spegnimenti simbolici, accensioni originali di luci pulite a tema tricolore. Turbine, lanterne, Led o biciclette, che alimentino tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Impariamo a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia pulita per tutti. Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per spegnere lo spreco e accendere una scenografia tricolore il 18 febbraio 2010. Segnalateci la vostra intenzione di ideare dei M’illumino Mob, eventi che riuniscano più persone, privilegiando luoghi aperti e pubblici, particolarmente visibili, ricreando una sorta di Spedizione dei Mille M’illumino nelle piazze spente di tutt’Italia, per testimoniare la necessità di una gestione più “illuminata” del nostro futuro. LM’ILLUMINO DI MENO 2011 Uniti nell’energia pulita Il 18 febbraio 2011 torna M’illumino di meno, la più radiofonica campagna sul risparmio energetico mai escogitata sul globo terracqueo. La Giornata del Risparmio Energetico 2011, special edition per i 150 anni dall’unità d’Italia, è fissata per il 18 febbraio 2011. Anche quest’anno Caterpillar invita comuni, associazioni, scuole, aziende e case di tutt’Italia ad aderire all’iniziativa creando quel “silenzio energetico” che ha coinvolto le piazze di tutt’Europa negli anni scorsi, per fare spazio, dove possibile, ad un’accensione virtuosa, a base di fonti rinnovabili. Per il 18 febbraio cerchiamo, contestualmente agli spegnimenti simbolici, accensioni originali di luci pulite a tema tricolore. Turbine, lanterne, Led o biciclette, che alimentino tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Impariamo a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia pulita per tutti. Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per spegnere lo spreco e accendere una scenografia tricolore il 18 febbraio 2010. Segnalateci la vostra intenzione di ideare dei M’illumino Mob, eventi che riuniscano più persone, privilegiando luoghi aperti e pubblici, particolarmente visibili, ricreando una sorta di Spedizione dei Mille M’illumino nelle piazze spente di tutt’Italia, per testimoniare la necessità di una gestione più “illuminata” del nostro futuro. La campagna 2011 inizierà il 24 gennaio, raccontando per radio le buone pratiche di produzione e di consumo intelligente di energia, e dando voce alle adesioni più interessanti per il 18 febbraio. Anche all’estero cercheremo esperienze di razionalizzazione dei consumi e di amministrazioni virtuose dal punto di vista della gestione sostenibile delle risorse energetiche. Su www.caterpillar.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.a campagna 2011 inizierà il 24 gennaio, raccontando per radio le buone pratiche di produzione e di consumo intelligente di energia, e dando voce alle adesioni più interessanti per il 18 febbraio. Anche all’estero cercheremo esperienze di razionalizzazione dei consumi e di amministrazioni virtuose dal punto di vista della gestione sostenibile delle risorse energetiche. Su www.caterpillar.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.

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16 Feb 2011

Emma Bonino contro l’OMOFOBIA

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Emma Bonino: «Non esiste libertà senza la libera espressione della sessualità»

Emma Bonino, vicepresidente del Senato, rompe il silenzio delle istituzioni italiane sull’assassinio dell’attivista gay ugandese David Kato Kisule. L’intervista.

di Pasquale Quaranta, www.p40.it, 15 febbraio 2011

Meno di un mese fa l’attivista gay ugandese David Kato Kisule è stato brutalmente ucciso per il suo impegno nell’associazione Sexual Minorities Uganda. Era uno dei più importanti esponenti del movimento in difesa dei diritti delle persone omosessuali in Africa. Il 27 novembre 2010 avevamo raccolto il suo SOS durante un suo soggiorno a Roma, ospite dell’associazione radicale Certi diritti. E proprio questa associazione insieme alla Compagnia del Teatro dell’Elfo, ha promosso il 12 febbraio una commemorazione-ricordo al Teatro Valle di Roma.

Mentre venivano lette le parole di cordoglio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, del segretario di Stato Hillary Clinton, del presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek e di altri ancora, era impossibile non pensare all’assenza di dichiarazioni da parte delle istituzioni italiane. A rompere questo silenzio al Teatro Valle c’è stato l’intervento di Emma Bonino, vicepresidente del Senato, che a partire dalla morte di David Kato ha parlato di omofobia, diritti e libertà.

«Quando mi sono stabilita in Egitto nel 2001 – ha raccontato Bonino – era il periodo in cui erano stati arrestati e poi messi in galera e poi fatti sparire (non si riusciva nemmeno a sapere dove diavolo fossero) gli omosessuali che si ritrovavano in uno di quei barconi sul Nilo. Cominciavo a prendere contatti per capire dove fossero finiti. La stampa usava tutti gli stereotipi di questo mondo: “Non è un problema di libertà individuale, erano islamisti infiltrati che complottavano…”, insomma le solite cose».

L’esponente radicale ha affrontato anche il tema dei pregiudizi che ha ritrovato tra persone che si occupano di diritti. «Quello che mi colpì fu che gli amici egiziani con cui avevo contatti, coloro che si occupavano di stato di diritto, di democrazia, snobbavano un po’ il tema dei diritti delle persone omosessuali. Affermavano, strumentalmente, che non era ancora il momento per occuparsene. Non lo dicevano chiaramente ma era un messaggio implicito».

Occuparsi di omosessuali, insomma, non era una cosa seria.
«Un atteggiamento che ritrovo anche qui da noi. Democrazia sì, libertà sì, sesso un po’ meno. Se poi parliamo di gay e lesbiche, allora men che meno perché i tempi non sono ancora maturi; se poi sono transessuali, allora possiamo aspettare per generazioni!».

L’ex ministro per il Commercio internazionale e per le politiche europee è intervenuta anche sulle tensioni politiche in Tunisia, Egitto e Algeria in riferimento a un principio di libertà universale.
«Comunque andrà a finire – ha continuato Bonino – si farà piazza pulita dello stereotipo secondo il quale la libertà è un valore occidentale. La libertà, cioè il diritto di vivere come si vuole nei limiti della libertà degli altri, è un bisogno universale. Che sia l’Uganda, che sia il barcone dell’Egitto, il principio travalica qualunque pseudocultura, frontiera o barriera nazionale. Non esiste libertà che non passi anche attraverso la libera espressione della sessualità».

Parlando infine del ruolo delle religioni in quanto strumenti di potente legittimazione dell’omofobia, ha dichiarato: «Quasi tutte le religioni sono omofobe. C’è un legame perverso che unisce le religioni ed è la condanna delle relazioni omosessuali, una condanna che definirei tetragona, salda e irremovibile. Un esempio? Le gerarchie cattoliche e l’Islam: divisi su tutto ma uniti nella negazione della libertà di autodeterminazione del corpo e della sessualità individuale di ciascuno».

Prima che Emma Bonino lasci il teatro, riusciamo a porle ancora qualche domanda.

Da vicepresidente del Senato, perché questo silenzio assordante delle istituzioni sulla morte di David Kato?
Tutta la politica italiana è incentrata su altro. Credo che i miei colleghi trovino un po’ esotico occuparsi di un omicidio avvenuto in Africa. La centralità in Italia è così circoscritta a ciò che accade nel Paese. Penso persino che qualcuno abbia nel retropensiero: “Ma magari se l’è andata a cercare…”. Questi sono pregiudizi così difficili da superare…

Perché in Italia non riusciamo a far approvare una legge contro l’omofobia?
Perché esiste una cultura politica convinta che essere eterosessuali sia la cosa “migliore”. E che i diritti delle persone omosessuali siano comunque di serie B. Secondo questo pensiero, tutte le persone dovrebbero adeguarsi a questa eterosessualità. Secondo me l’esigenza e la priorità di una legge contro l’omofobia non la sente nessuno.

Qual è l’ostacolo più grande per la piena equiparazione dei diritti, quindi anche per il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la genitorialità omosessuale?
Ci sono dei ruoli che vengono ipocritamente attribuiti all’uomo e alla donna a patto che siano entrambi eterosessuali. Credo semplicemente che l’ostacolo più grande sia quello di riconoscere che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Nessuno escluso.

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